Il Torrente Tidone

Il Fiume Tidone
La Foce del Tidone

Il Tidone è un torrente dell’Appennino piacentino, affluente di destra del fiume Po

L’origine del nome viene fatta risalire ad un centurione impegnato nella battaglia del Trebbia, la cui acqua era diventata rossa per il sangue versato dai soldati deceduti. Egli trovò questo torrente di acqua pura con cui dissetarsi presso Casa Matti di Romagnese e ringraziò dicendo: O Valle ti dono questo anello; ti dono subì il mutamento nell’odierno Tidone.

Il torrente nasce a oltre 1000 m di quota, da sorgenti situate sul versante settentrionale del monte Penice, nell’Appennino Ligure, in provincia di Pavia nel comune di Menconico. Scorre quindi in una stretta valle appenninica (la cui parte alta è in territorio pavese e le parti media e bassa in territorio piacentino) denominata appunto val Tidone, in cui è situato il piccolo borgo di Romagnese.
In prossimità di Molato di Nibbiano, ove si trova il confine tra le province di Pavia e Piacenza, una poderosa diga realizzata negli anni venti del XX secolo forma il lago di Trebecco, un bacino di modesta estensione la cui acqua è destinata all’irrigazione e ad una piccola produzione di energia elettrica.

Dopo l’attraversamento di Pianello Val Tidone, il torrente abbandona gli ultimi rilievi collinari per intraprendere un corso piuttosto tortuoso nel breve tratto pianeggiante che precede la confluenza nel Po, presso Veratto di Sarmato.

Il Tidone riceve lungo il suo corso gli apporti idrici di alcuni brevi torrenti che scendono dai circostanti rilievi montuosi. Tra di essi, i più importanti sono: il Morcione, il Tidoncello, il Chiarone e la Luretta.

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La foce del Tidone ha avuto nei secoli un’ importanza storico-economica in quanto proprio in queste zone vi era la Dogana tra la Lombardia ed il Ducato di Parma e Piacenza.

Tidone, Luretta

Riportiamo i titoli ed i frontespizi di alcuni testi che nel corso degli ultimi secoli hanno descritto direttamente ed indirettamente il territorio della foce del Tidone.

I testi integrali sono conservati e disponibili in copia anastatica presso la biblioteca naturalistica di Veratto.

 

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